Palazzo Marrese – d’Ayala-Valva. Storia e prospettive. 19 febbraio 2026

La dimora storica di cui si parla, prospiciente il mar Grande, con ingresso da via Paisiello, è la più prestigiosa della città vecchia: si distingue dalle altre residenze rappresentative dell’aristocrazia per dimensioni, qualità architettoniche e artistiche oltre che per la posizione strategica sulla costa di mar grande. Costruita nel XVIII secolo dalla famiglia Marrese, passò nel corso dell’Ottocento a quella dei d’Ayala Valva che la rinnovarono nei prospetti esterni e nell’articolazione distributiva degli interni settecenteschi, arricchendoli di pregiate decorazioni di gusto rinascimentale. L’immobile nel 1981 è stato sottoposto a tutela  e nel 1982 tramite esproprio è stato acquisito alla proprietà comunale per essere destinato a sede museale. Ma dopo un primo intervento di restauro, attuato nel 1988, i lavori si interruppero, lasciando l’immobile in stato di abbandono, preda di furti e razzie che ne hanno depauperato in parte  l’arredamento artistico.

Giovedì 19 febbraio 2026 alle ore 16.30 presso la sala conferenze dell’Archivio di Stato di Taranto si è svolta una tavola rotonda  dal titolo “Palazzo Marrese-d’Ayala Valva. Storia e prospettive”. L’evento che ha ricevuto il patrocinio del Comune di Taranto, è stato promosso dalla Sezione tarantina della Società di Storia Patria per la Puglia e dall’Associazione Amici dei Musei con la collaborazione dell’Archivio di Stato di Taranto e del Museo Etnografico “Alfredo Majorano” della città.

L’iniziativa, nata per offrire un momento di approfondimento storico sulla più prestigiosa residenza nobiliare della città vecchia, è sorta a seguito delle preoccupazioni dell’ambiente culturale cittadino relativamente al futuro restauro dell’immobile di proprietà comunale, destinato ad albergo di lusso, affinché siano tutelati e rispettati e non sacrificati alla funzionalità alberghiera, quegli aspetti architettonici ed artistici ancora presenti nel palazzo.

Diversi relatori si sono avvicendati ed hanno tracciato la storia del palazzo e delle famiglie Marrese e d’Ayala-Valva fino all’acquisizione dell’immobile al patrimonio della collettività: Patrizia De Luca, presidente dell’Associazione Amici dei Musei; Paolo Domenico Solito, segretario della sezione tarantina della società di Storia Patria per la Puglia; Valentina Esposto, direttrice dell’Archivio di Stato; Mina Chirico, presidente dell’Associazione Orizzonte Cultura 2.0; Pierluca Turnone, direttore scientifico onorario del Museo Etnografico “Alfredo Majorano” di Taranto; Augusto Ressa, architetto; Ing Giovanni Patronelli. assessore del Comune di Taranto con deleghe all’urbanistica, demanio marittimo, riqualificazione urbana per i quartieri, le coste ed il litorale, e ing. Alessandro Zito, Responsabile unico del procedimento.

Ha coordinato l’incontro Mariolina Alfonzetti, consigliera della sezione tarantina della Società di Storia Patria per la Puglia.

Dopo i saluti di Giovangualberto Carducci, presidente della sezione tarantina della società di Storia Patria per la Puglia, Patrizia De Luca ha introdotto la tavola rotonda con un argomento di carattere generale, descrivendo il palazzo Marrese-d’Ayala-Valva nel contesto storico urbanistico, nel pittaggio Baglio, prospiciente le mura di Mar Grande, e sottolineando quanto le diverse manomissioni, subite dal lungomare della città vecchia negli ultimi tre secoli, abbiano modificato profondamente lo skyline del paesaggio urbano.

Si è entrati nel vivo della tavola rotonda con l’approfondimento storico genealogico di Paolo Domenico Solito sulla illustre famiglia Marrese, a cui si deve la prima edificazione dell’immobile, il quale ha illustrato con dovizia di particolari il ruolo importante svolto da questa casata, presente nella storia di Taranto e della Terra D’Otranto dal basso Medioevo fino agli albori dell’età contemporanea.

Le due relazione successive hanno acceso il focus sulla storia del palazzo e le sue trasformazioni nel corso del tempo: Valentina Esposto ha delineato il passaggio dalla famiglia Marrese a quella dei d’Ayala–Valva e attraverso le carte d’archivio, costituite da perizie, inventari ed atti di successione, presentati virtualmente, ha ricostruito  la dislocazione degli ambienti dove si svolgeva la vita quotidiana degli abitanti dell’antica dimora, gli arredi preziosi, la pinacoteca, lo studio e l’archivio di famiglia dettagliatamente descritto.

La storia del palazzo dalla fine dell’Ottocento e per tutto il Novecento è proseguita con l’intervento di Mina Chirico che ha acceso l’attenzione sulla interessante figura di Francesco Saverio d’Ayala-Valva, vero artefice della trasformazione della residenza nobiliare, ed ha ripercorso le vicende attraverso le quali l’edificio prestigioso dagli ultimi proprietari d’Ayala-Valva-Scelsi nel 1982 è stato acquisito al patrimonio della collettività.

La successiva relazione ha aggiunto ulteriori ed interessanti informazioni sul destino di questo palazzo tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta del Novecento quando l’Amministrazione comunale aveva preso in seria considerazione il progetto, mai realizzato, di destinare il palazzo d’Ayala –Valva a sede del Museo Etnografico “Alfredo Majorano”, affiancato da un centro di documentazione etnografica e demologica. Attraverso i documenti tratti dall’archivio storico del Museo Etnografico (oggi funzionante a palazzo Pantaleo in città vecchia),  Pierluca Turnone ha ricostruito l’intera vicenda che ha visto come protagonisti Alfredo Majorano, importante cultore delle tradizioni e delle ritualità locali e l’amministrazione comunale dell’epoca rappresentata dal Sindaco Giuseppe Cannata.

Dopo le relazioni storiche è seguito l’intervento conclusivo dell’architetto Augusto Ressa che, rivolgendosi ai rappresentanti del Comune di Taranto, presenti in sala,  ha espresso le sue perplessità non in merito alla destinazione d’uso del palazzo, ma in merito al progetto di restauro che inizialmente sembrava non tutelare le caratteristiche architettoniche e artistiche presenti ancora al suo interno. In particolare ha manifestato l’auspicio che, data la complessità e l’estensione  dell’edificio, il piano nobile che conserva l’apparato decorativo e di arredo, e che rappresenta la parte più rappresentativa della dimora, possa non essere sacrificato alla distribuzione delle suite dell’albergo.

A seguito dell’intervento dell’architetto Ressa i due rappresentanti del Comune di Taranto, l’ing. Giovanni Patronelli, e l’ing. Alessandro Zito, si sono mostrati disponibili ad un confronto. Essi hanno confermato l’importanza di questo progetto ed hanno assicurato che il piano nobile non sarà sacrificato ma trasformato in sale per attività fruibili dall’albergo ma anche dalla collettività così come saranno tutelate le strutture architettoniche più rilevanti del palazzo.

 La manifestazione ha visto la presenza di un folto pubblico che ha assistito all’intera tavola rotonda con grande interesse, partecipazione e gradimento.

Giovangualberto Carducci, Mariolina Alfonzetti, Patrizia De Luca (Foto Archivio di Stato)
(Foto G.Matichecchia)
Patrizia De Luca (Foto Archivio di Stato)
Paolo Domenico Solito (Foto Mino Lo Re)
Valentina Esposto (Foto Mino Lo Re)
Mariolina Alfonzetti, Mina Chirico (Foto Archivio di Stato)
Pierluca Turnone (Foto Mino Lo Re)
Augusto Ressa (Foto Mino Lo Re)
Alessandro Zito, Giovanni Patronelli (Foto Mino Lo Re)
In prima fila: Pierluca Turnone, Valentina Esposto, Mariolina Alfonzetti, Mina Chirico, Augusto Ressa,Patrizia De Luca,
In seconda fila: Alessandro Zito, Paolo Domenico Solito, Giovangualberto Carducci, Giovanni Patronelli, Mario d’Ayala-Valva (Foto G. Matichecchia)

Articolo di Silvano Trevisani

https://www.nuovodialogo.com/2026/02/23/dal-convegno-su-palazzo-dayala-le-rassicurazioni-del-comune-sulla-trasformazione/

Video della Tavola Rotonda